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LA NOSTRA STORIA

Mio nonno Mario nacque a Sant’Anastasio di Cessalto, in provincia di Venezia, il 23 settembre del 1892. Ebbe una gioventù molto difficile, segnata dagli anni della guerra: fu soldato nella prima guerra mondiale.
Terminato il servizio militare fece esperienza nell’attività di raccolta delle barbabietole, finché accettò di andare a lavorare a Torino: alla Venaria Reale dirigeva i braccianti.
Lì si fece un nome, si parlò di lui e venne chiamato a Vittorio Veneto dove arrivò nel 1925 per gestire la cantina e l’azienda agricola della nobile famiglia Manfredi.
Per quell’epoca era un’azienda abbastanza importante.
Il nonno Mario andava ogni giorno in bicicletta nella campagna di Orsago, distante 15km, per supervisionare il lavoro sui vigneti e sui campi.
Il nonno, la nonna e i loro quattro figli abitavano a Vittorio Veneto, nella casa di via Perucchina che era anche la sede dell’azienda agricola Manfredi. Nel grande edificio retrostante si trovavano la cantina e i granai.
Presso la cantina non c’era mescita. Il vino prodotto, circa 600 ettolitri, veniva venduto al mercato di Treviso.
Durante il giorno le porte della cantina non venivano mai aperte. Se c’era bisogno di vino, magari per il consumo da parte degli operai, veniva preso alla mattina.
L’uva veniva pigiata qui, nello stesso stabilimento esistente oggi a Vittorio Veneto.
All’interno erano state sistemate botti in legno: una dozzina da 50 ettolitri e altre quindici di varie capacità...
Negli anni ‘50 parte dei locali vennero affittati alla neonata cantina sociale di Conegliano.
Così la cantina di via Perucchina fu la prima a Vittorio Veneto in cui venne fatto il conferimento di uva. Cioè per la prima volta, invece che produrre ognuno per se stesso, grandi e piccoli coltivatori potevano portare l’uva ad un produttore di vino ricevendo in cambio denaro o prodotto finito.
Non c’erano trattori. Sul ciottolato del portico i carri arrivavano trainati da bestie. Il carico veniva pesato proprio qui nel cortile dove era stata allestita la pesa su cui transitavano i carri.
La gestione delle operazioni di conferimento era gestita dai figli di Mario: Bruno, Leone e Giuseppe.
Un lavoraccio, tutto a forza di braccia, senza orario e senza pause per riposare. Qualche volta un mediatore, per conto della cantina di Conegliano, veniva a Vittorio Veneto a contrattare direttamente una vendita per grossi clienti.
Un incaricato si arrangiava a vendere un po’ di vino agli osti della città.

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Alla fine degli anni ’60 mio papà, Giuseppe Bevilacqua, decise di continuare l’attività di suo padre nel settore agricolo e vinicolo, aprendo una cantina con il proprio nome.
Giuseppe infatti aveva capito fin da giovane che il suo futuro sarebbe stato il mondo del vino. Al momento di scegliere la scuola superiore, optò per la più importante scuola professionale nella zona: l’istituto per l’enologia di Conegliano, il celeberrimo Cerletti in cui ragazzi da tutta Italia venivano ad apprendere le più moderne tecniche di viticoltura e di produzione del vino.

Mio padre è sempre stato una persona molto attiva, la cui personalità non avrebbe potuto limitarsi al settore vinicolo. La sua passione per le pubbliche relazioni lo ha portato ad impegnarsi nella pubblica amministrazione, per molti anni consigliere comunale ed assessore. Con la sua spiccata intraprendenza, organizzò la visita di Sua Santità Papa Giovanni Paolo II a Vittorio Veneto nel 1985, e la tappa finale del Giro d’Italia a Vittorio Veneto nel 1988, con vittoria del primo americano Andrew Hampsten.
Per il suo apprezzato impegno nella vita pubblica, il Presidente della Repubblica lo ha insignito dell’onorificenza di Commendatore.

Venite a trovarci in cantina, Vi racconteremo il seguito della storia...

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