VIAGGIO NEL MONDO DEL VINO (E NEL TEMPO)

La coltivazione della vite e il consumo di vino sono legati alle radici della civiltà mediterranea. Da qui la cultura della vite e del vino si è diffusa in tutto il globo, diventando una voce dell’economia agricola importantissima per molti paesi: oggi nel mondo sono coltivati a vite oltre 10 milioni di ettari di terra e si producono circa 40 miliardi di bottiglie di vino l'anno.
Nei secoli le fasi della coltivazione della vite e della produzione del vino sono rimaste pressochè le stesse, entro la filosofia generale di ottenere un prodotto genuino totalmente ricavato dalla natura, ma le procedure e gli strumenti si sono costantemente evoluti per permettere all’uomo di controllare sempre più facilmente la lavorazione e ottenere anno dopo anno un prodotto con caratteristiche sempre meglio definite.
La nostra piccola esposizione è una semplice introduzione al mondo del vino. Si concentra sull’attività e sugli strumenti necessari all’uomo nelle diverse fasi di lavorazione e vuole rappresentare anche alcune tappe dell’evoluzione della tecnica enologica in un arco di tempo che va dalla fine dell’Ottocento al secondo dopoguerra.

Alcuni “pezzi” della nostra collezione:

torchio

Pigiatrice a rullo: un tempo la pigiatura veniva fatta con i piedi ed era una pigiatura “morbida” perché le parti più dure, come gli acini ancora verdi, non venivano schiacciate. Anche da questo tipo di piagiatrice orizzontale a mano si ottiene una pigiatura morbida, perché i suoi rulli possono essere variamente distanziati. Il passaggio tecnologicamente successivo è rappresentato da pigiatrici orizzontali a motore (tipo Garolla); poi verranno usate pigiatrici verticali. Ai giorni nostri si è ritornati alle pigiatrici orizzontali, a dischi o a polmone.

filtrocarpene

Il filtro “Carpenè” Il filtro “Carpenè”, in legno, fu uno dei primi: all’interno un sacco di tela era sistemato in modo che il vino vi passasse attraverso, senza pressione, semplicemente per caduta. In seguito si usarono filtri più sterili, a tele di cotone. Il filtraggio veniva fatto anche attraverso altri metodi, come l’uso di sostanze filtranti (filtrina) o coagulanti come il sangue o il bianco d’uovo che precipitando portavano con sé le sostanze sospese.

pigiatricerullo

Torchio: era l’oggetto più rappresentativo dell’attività di una cantina. Fatto in doghe di legno di rovere o gelso, comunque escludendo l’utilizzo di legni resinosi, è costituito da un cilindo apribile poggiato su una base sagomata per far scolare il liquido. Le vinacce vengono messe dentro il cilindro e con il movimento della madrevite sulla vite senza fine, vengono schiacciate dal disco suoperiore che le preme fino alla completa estrazione delle parte liquida. L’apertura del cilindo consente di estrarre ciò che resta, cioè le vinacce che qui costituiscono materiale di scarto.

Pompe a pistone e a bilanciere: sono due esempi di pompe che venivano azionate a mano, precedenti perciò all’introduzione dei motori, e che applicano il medesimo principio a pistone che consentiva il trasferimento del liquido tra recipienti.

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Con l’introduzione delle pompe le operazioni di travaso e filtraggio, che prima si eseguivano utilizzando piccoli e grandi recipienti, furono notevolmente semplificate e rese più efficaci.

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